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La Filmografia dell’Archivio Appetito

storie di passione, creatività e talento

Un’immensa raccolta di FOTOGRAFIE DI SCENA che raccontano la storia del CINEMA ITALIANO E INTERNAZIONALE dagli anni ‘50 AGLI ANNI 2000. Tre MAESTRI della fotografia, Enrico Appetito, Mario Tursi e Gianni Caramanico.

Già dal 2016, dichiarato dalla SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA DEL LAZIO e dal MIBACT – Ministero per i beni e le attività culturali, Archivio di particolare interesse storico, L’ARCHIVIO ENRICO APPETITO è considerato un bene culturale di inestimabile valore.

Enrico Appetito (Roma 1936 – 2003) calca i primi passi nel bianco e nero delle pellicole a soli 17 anni esercitando da fotoreporter, in un percorso articolato che nel 1954, lo farà esordire da fotografo di scena.

Dai patinati anni ‘50, periodo in cui il fotografo di scena era un mestiere che dipendeva dal produttore che aveva necessità di fotografie accattivanti, di richiamo, per la conquista del consenso pubblico e del mercato cinematografico, realizzerà nel suo excursus, servizi fotografici per oltre 180 produzioni cinematografiche, italiane ed estere.

La sua cifra stilistica risulta essere la versatilità: si affida alla sua sensibilità artistica, sotto la direzione di registi molto differenti, per genere e carattere, tra loro, raggiungendo risultati variegati, intrisi di complicità con il regista, gli interpreti e le location del momento.

Dalla nostra memoria collettiva emergono delle icone:

  • le ansie enigmatiche e i tormenti di Monica Vitti nell’Avventura di Michelangelo Antonioni (1960),
  • i paesaggi polverosi e sconfinati di Per un pugno di dollari di Sergio Leone (1964),
  • il senso di aspettativa di Laura Antonelli, ammiccante sulle scale, in Malizia di Salvatore Samperi (1973)
  • l’ironia, di un sagace Alberto Sordi nel Il Marchese del Grillo di Mario Monicelli (1981).

Questo è il punto di forza di Enrico Appetito, l’empatia in un dialogo permanente con i suoi interlocutori, elementi vitali che lo hanno portato a rendersi noto, anche oltreoceano nel sogno americano, ma soprattutto a stringere negli anni anche dei rapporti privilegiati.

Tra i molteplici rapporti spicca quello con il regista produttore Tonino Cervi e il profondo legame di amicizia e lavorativo con Alberto Sordi che si è concretizzò stabilmente nel Malato immaginario ma che aveva radici fiduciarie già in Scusi lei è favorevole o contrario? (1966).

*Elenco in continuo aggiornamento…

FONDO Mario TURSI

Mario Tursi (Roma 1929 – 2008), eredita la passione per la fotografia dai genitori, entrambi professionisti del settore, fin da giovanissimo si avvicina al mondo dell’immagine, lavorando come apprendista “fotografo di strada” e successivamente come assistente di Felice Giordani, fotografo ufficiale in Vaticano.

Nel 1948 inizia la sua carriera di fotoreporter per l’agenzia “Vedo”, realizzando importanti reportage internazionali. Nel 1956 assume la direzione dell’agenzia, che manterrà fino al 1965, anno in cui inizia a frequentare i set cinematografici.

Tursi esordisce come fotografo di scena nel 1963 con il film Mare matto di Renato Castellani, a cui seguono collaborazioni con importanti registi italiani come Ugo Gregoretti e Lina Wertmüller. La sua carriera lo porta a lavorare con maestri del cinema come Luchino Visconti, Francesco Rosi, Ettore Scola, Sergio Leone e Pier Paolo Pasolini, documentando capolavori come Il Gattopardo, Le mani sulla città, C’era una volta in America e Medea.

Tra gli altri registi con cui collabora si ricordano Liliana Cavani, Alberto Lattuada, Tinto Brass, Mauro Bolognini, Dino Risi e Marco Tullio Giordana. Tursi viene scelto anche da giovani autori come Massimo Troisi e Roberto Benigni, immortalando film come Non ci resta che piangere, Il Postino e Il piccolo diavolo.

La sua carriera internazionale lo vede impegnato su set di grandi produzioni come Assisi Underground, Kundun, Il nome della rosa e L’ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese.

Con il suo sguardo attento e la sua sensibilità artistica, Mario Tursi ha contribuito a creare l’immaginario del cinema italiano e internazionale, lasciandoci un’eredità di immagini preziose che raccontano la storia del grande schermo.

*Elenco in continuo aggiornamento…

FONDO Gianni CARAMANICO

Gianni Caramanico, romano classe 1942, muove i suoi primi passi nel mondo della fotografia come free lance, collaborando con diverse agenzie fotogiornalistiche e giornali, tra cui Paese Sera.

La sua carriera di fotografo di scena inizia nel 1973, aprendogli le porte di numerosi set cinematografici. Caramanico ha l’opportunità di lavorare a fianco di registi di fama internazionale come Sam Pechimpak, James Cameron, Olivier Hellemann, e di importanti figure del cinema italiano come Pasquale Squitieri, Marco Bellocchio, Sergio Martino e Salvatore Samperi.

Il suo obiettivo ha immortalato alcune delle più grandi star del cinema italiano e americano, tra cui Vittorio Gassmann, Bud Spencer, Stefania Sandrelli, Giancarlo Giannini, John Huston, Henry Fonda e Glenn Ford.

Attraverso i suoi scatti, Caramanico ha saputo catturare l’essenza del cinema, documentando momenti indimenticabili e regalandoci immagini iconiche che resteranno impresse nella memoria collettiva. La sua capacità di cogliere l’attimo, l’emozione e l’intensità delle scene lo ha reso uno dei fotografi di scena più apprezzati del panorama cinematografico.

*Elenco in continuo aggiornamento…